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![affresco della casa di livia sul palatino[1]](http://files.splinder.com/88154d3425a87fbc354500aa747a3250.jpg)
Tra la casa di Augusto e la domus Tiberiana sono ubicati i resti di una domus attribuita a Livia, la moglie di Augusto, dopo il ritrovamento al suo interno di fistule plumbee con l'iscrizione Iulia Augusta.
Alla domus si accede tramite un corridoio inclinato caratterizzato da una pavimentazione a mosaico bianco e nero, che conduce ad un atrio coperto con due pilastri posti a sostegno del tetto. Sul lato di fondo si aprono tre sale di cui quella al centro è maggiore rispetto alle sale laterali, mentre sul lato destro dell'atrio si sviluppa un triclinio. La domus è databile nel I secolo a.C., ma sono state identificate almeno due fasi successive: le mura in opus reticulatum sono state poste all'inizio del I secolo a.C., mentre la decorazione pittorica è datata verso il 30 a.C.
Il tablinum è il vano più importante dal punto di vista decorativo anche se gli affreschi sono ormai scoloriti, rendendo così molto difficoltosa l'interpretazione delle singole scene. La parete di destra è scandita da un portico a colonne corinzie. Nell'edicola al centro è raffigurata Io, amata da Giove, che Mercurio libera dalla prigionia di Argo. A sinistra si può vedere una finestra aperta su una strada cittadina animata da vivaci scene.
Nel celebre quadro centrale della parete di fondo è effigiata la ninfa Galatea sul cavallo marino mentre scappa da Polifemo. Nell'ambiente a destra del tablinum è ancora ben visibile la decorazione della parete sinistra, a riquadri, con festoni di racemi, fiori e frutta, mentre in alto è un bel fregio su fondo giallo con scene di vita ambientate in Egitto. Nell'ambiente a sinistra del tablinum le pareti sono ornate con un sistema simile a quello degli altri due ma senza scene figurate; la decorazione è data da colonne e pilastri poggianti su un basamento di finto marmo.
